Mieloma multiplo di nuova diagnosi: una nuova possibilità di cura
Nuovi dati dal congresso ASH aprono a un possibile cambio di paradigma nel trattamento del mieloma multiplo di nuova diagnosi. Un’ innovativa immunoterapia bispecifica, potrebbe essere efficace anche come singolo farmaco fin dalle fasi iniziali. Risposte rapide e profonde, con un profilo di sicurezza gestibile, aprono la strada a trattamenti più semplici e personalizzati per i pazienti.
Il trattamento del mieloma multiplo di nuova diagnosi si basa oggi su combinazioni di più farmaci, spesso complesse e impegnative per i pazienti.
Dal congresso ASH arrivano però dati preliminari che suggeriscono una possibile evoluzione: una terapia innovativa somministrata come singolo farmaco potrebbe essere efficace anche nelle fasi iniziali della malattia.
Lo studio LINKER-MM4 ha valutato l’uso di linvoseltamab, un nuovo tipo di immunoterapia detto “anticorpo bispecifico” usato finora solo nelle fasi avanzate della malattia, come monoterapia nei pazienti con mieloma multiplo appena diagnosticato.
Lo studio in breve
Lo studio ha coinvolto 45 pazienti adulti con mieloma multiplo sintomatico, mai trattati prima.
I pazienti erano sia idonei al trapianto di cellule staminali sia non idonei, riflettendo situazioni cliniche diverse.
La strategia testata prevedeva:
linvoseltamab come unico farmaco, senza le classiche combinazioni multiple;
un percorso terapeutico modulato in base alla candidabilità del paziente al trapianto.
L’obiettivo era valutare efficacia e sicurezza di questo approccio più semplice.
Risultati principali: risposte rapide e profonde
I dati iniziali mostrano risultati molto incoraggianti.
Alta percentuale di risposta à circa 8 pazienti su 10 hanno risposto al trattamento.
Risposte profonde à oltre la metà dei pazienti ha ottenuto una riduzione molto marcata della malattia, e circa 1 su 4 una remissione completa.
Malattia minima residua non rilevabile à tra i pazienti valutabili, oltre il 90% non presentava più cellule tumorali rilevabili con test molto sensibili.
Risposte rapide à i primi benefici sono stati osservati già nelle prime settimane di trattamento e quasi tutte le risposte complete sono state osservate entro i primi 6 mesi.
Tutti i pazienti liberi da progressione à al momento dell’osservazione, nessun paziente aveva ancora mostrato segni di progressione della malattia.
Un trattamento ben tollerato
Un aspetto fondamentale per i pazienti riguarda gli effetti collaterali.
Nel complesso, linvoseltamab ha mostrato un profilo di sicurezza gestibile:
la reazione più frequente è stata la sindrome da rilascio di citochine, ma sempre lieve;
gli eventi neurologici sono stati rari e lievi;
nessun decesso legato al trattamento;
un solo paziente ha dovuto interrompere la terapia per un evento avverso.
Più semplicità per i pazienti con mieloma multiplo
Sebbene si tratti di risultati iniziali, lo studio LINKER-MM4 suggerisce che in futuro alcune immunoterapie oggi usate nelle fasi avanzate della malattia potrebbero essere impiegate fin dall’inizio. Per i pazienti, questo potrebbe significare trattamenti più semplici, efficaci e personalizzati, con un impatto minore sulla vita quotidiana.
Fonte: Orlowski R, et al. Abstract n. 697 – Presentato al 67° Congresso Annuale ASH tenutosi il 6-9 dicembre 2025 a Orlando, Florida (USA).