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Il linfoma di Hodgkin è tra le malattie ematologiche con il più alto tasso di sopravvivenza. Grazie alla ricerca oggi Romina vive il suo sogno di essere mamma. 

Linfoma di Hodgkin

Mi hanno diagnosticato un Linfoma di Hodgkin a 21 anni, dopo 9 mesi di sofferenze, di incertezze. Tante domande mi si affollavano nella mente ma la prima è stata: potrò avere dei figli? Il medico mi accompagnò allora nella stanza della mia Ematologa, interamente tappezzata di foto di bambini avuti da suoi ex pazienti. Lei mi disse: La domanda non è se avrai dei figli, ma quando. 

Nel 2005 ho scoperto di avere un Linfoma di Hodgkin, era il mese di agosto ed avevo 21 anni. Il 24 settembre ho iniziato il primo ciclo di chemio, lo stesso giorno in cui, 8 anni dopo, è nata mia figlia Claudia. Quando penso a questa coincidenza mi dico sempre che la vita cerca di ridarti ciò che ti ha tolto. Questo sono i miei figli per me, un sogno realizzato e una sorta di messaggio di scuse che mi è stato mandato per bilanciare le sofferenze di quel periodo.

Il mio percorso attraverso la malattia non è stato facile, anche perché la diagnosi è arrivata dopo 9 mesi di calvario in cui sono stata malissimo senza capire perché. Continuavo a perdere peso, avevo un prurito folle, dormivo due ore per notte e avevo una tosse fortissima. Hanno persino pensato ad un esaurimento nervoso, ma per quasi un anno non ho fatto alcuna analisi specifica. Quando alla fine è arrivata la diagnosi, almeno ho potuto dare un nome al mio stare male e ho iniziato subito con le chemio. 

Avevo solo 21 anni e una delle prima domande che ho fatto ai medici che mi seguivano è stata: potrò avere figli? Non avevo ancora in progetto di formare una famiglia ma l’idea di non poter diventare madre era dura da accettare. Il medico mi prese allora per mano e mi portò nella stanza di quella che sarebbe stata la mia Ematologa: era completamente tappezzata di foto dei figli avuti da suoi ex pazienti. Fu un grande messaggio di speranza per me. Andandomene le dissi: “Se avrò dei figli le porterò le foto da aggiungere alle altre” e lei mi rispose: “Non "se", ma "quando" avrà dei figli”. È stata una delle prima persone a cui lo ho detto di essere incinta di Claudia. La mia storia è quindi un messaggio di speranza per tutti i pazienti perché il Linfoma di Hodgkin oggi, grazie alla ricerca, è tra le malattie ematologiche con il più alto tasso di sopravvivenza.

Quando arriva la diagnosi si è portati a pensare che tutto quello che hai progettato e sognato è perso. Invece non è così, semplicemente il percorso è più lungo e difficile, ma la vita che volevi può arrivare.

Ho imparato ad accogliere tante cose belle che mi sono capitate durante la malattia, ad esempio le persone migliori che ho incontrato le ho sconosciute quando ero malata e ancora oggi sono al mio fianco, sono diventati dei fratelli, perché definirli amici è riduttivo.

Ho deciso poi di dare un senso alle sofferenze passate aiutando altre pazienti tramite un blog. Se riuscirò a fare stare meglio anche solo una persona grazie al racconto della mia esperienza, tutto quello che ho passato non sarà stato vano. Questi sono i miei consigli: accogliere il meglio, guardare sempre al futuro dopo la malattia

 

 

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Questa è la storia di Zeno. Il racconto di un amore capace di superare tutti gli ostacoli, anche la leucemia. Sostieni AIL #MaiPiùSogniSpezzati

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