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La storia di Simone, ex Paziente

Mi chiamo Simone, ho 31 anni e da sempre sono un ragazzo molto sportivo.

Il 10 dicembre 2016 ero sulle montagne a fare alpinismo. Io, il mio snowboard e la fantastica tranquillità delle montagne innevate.

Ma qualcosa non andava come al solito, da giorni mi sentivo stanco, faticavo a fare qualunque tipo di sforzo, sudavo durante la notte; lì per lì ho pensato si trattasse semplicemente di un periodo di debolezza.

Due giorni dopo mi sentii mancare il fiato, il cuore a mille, la corsa in autombulanza al pronto soccorso.

Iniziano infiniti controlli, non si capisce cosa possa essere; poi la TAC con contrasto: si intravedono i linfonodi ingrossati in modo anomalo nell'area mediastinica, si pensa possa essere quella la causa della mia dispnea.

Vengo mandato immediatamente in ematologia dove mi prenotano una PET TAC risultata positiva, ed esami ematici vari per escludere cause virali.

Io stento a crederci: dovrò sottopormi a sei mesi di chemioterapia ed in seguito radioterapia.

Però non posso piangermi addosso, la malattia c'è, e come poteva colpire chiunque altro ha colpito me, non ho alternative: devo combattere, mi sono sposato otto mesi fa, ho una famiglia ed ho ancora molto da fare, voglio vivere!

Dopo due cicli di terapia, mi sono sottoposto alla PET TAC di controllo: incredibile, completamente negativa!

Per me è stata una felicità immensa, una vittoria senza precedenti, ma non potevo adagiarmi sugli allori, c'erano ancora quattro cicli da fare, c'era ancora da tenere duro per un bel po’ di tempo.

In questi lunghi mesi di terapie ho avuto la possibilità di conoscere un mondo a me sconosciuto: persone preparate, gentili e disponibili, in primis l'equipe medica e le infermiere, sempre pronti a darmi la mano, a darmi consigli ed aiutarmi nelle situazioni più difficili, a fare la battuta simpatica per far passare quelle lunghe giornate in ospedale.

Oggi, dopo aver concluso la chemioterapia e la radioterapia, ho avuto l'esito tanto sperato: remissione completa della malattia! Certo, ci vorrà del tempo per riprendermi completamente, ma la mia battaglia l'ho vinta, ora si tratta solo più di tempo e di voglia di rimettersi in gioco. Ho ripreso a lavorare normalmente, ho ripreso a piccoli passi a fare sport e a vivere la mia vita.

Vorrei dire a tutti coloro che stanno combattendo in trincea, di NON MOLLARE MAI! Nemmeno nel momento più difficile. Certo, a volte è difficile tenere alta la testa, ma con noi ci sono tutti i nostri cari, tutti i nostri amici, coloro che ci seguono, la medicina con tutti i suoi studi.

Noi dobbiamo mettere la forza e l'orgoglio, non dobbiamo spaventarci di nulla. Io sono una delle molte testimonianze che ce la si può fare. C'è una vita da vivere dietro l'angolo, tenete duro!

In questo periodo ho apprezzato molto il lavoro svolto dall' AIL, ho così scelto di sostenerla, diventando anche volontario. È qui che ognuno di noi può fare qualcosa: doniamo il nostro 5X1000 e aiutiamo chi deve affrontare la sua battaglia.

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