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Luisa Clausi Schettini, responsabile Eventi/Fundraising

Luisa ha iniziato una sporadica collaborazione con l’Ufficio Nazionale AIL negli anni '90, quando era ancora una piccola associazione. La vicinanza ai pazienti pediatrici dell’Ematologia di Roma ha cambiato il suo percorso di vita e da quel momento non l’ha più lasciata. Ha contribuito in prima persona alla sua crescita, fino a diventare responsabile dell’Area Eventi/Fundraising della Sede Nazionale, ruolo che svolge da 9 anni.

Il 5 per mille è stata ed è una straordinaria opportunità per ricevere fondi ingenti in grado di garantire la sostenibilità dei progetti di ricerca e di assistenza a favore dei malati e delle loro famiglie, e per aprire nuovi importanti scenari nella lotta contro i tumori del sangue.

L'AIL con orgoglio si posiziona al 5° posto nella categoria delle onlus su 40.742 enti. La campagna promossa dall’Associazione per diffondere il proprio codice fiscale è ogni anno una sfida importante, si tratta del più grande progetto di comunicazione e fundraising a cui è chiamata a rispondere. Il risultato conseguito è dovuto ad uno straordinario lavoro di squadra tra la Sede Nazionale e le 81 sezioni provinciali e, all'interno della Sede Nazionale, di tutte le aree di attività che lavorano in piena integrazione.

Il suo ideologo e promotore, prof. Giulio Tremonti all’epoca Ministro dell’Economia, fece approvare il 5 per mille in via sperimentale con la finanziaria del 2006. Una grande intuizione che ha consentito al cittadino di poter decidere, con consapevolezza, a chi destinare una parte delle proprie risorse destinate alle spese pubbliche. A distanza di oltre un decennio il bilancio del 5 per mille è decisamente positivo sia per le organizzazioni che per lo Stato; quest’ultimo infatti, ben conosce la capacità acquisita da molte associazioni, compresa l’AIL, di colmare quel gap istituzionale che non permetteva, e non permette tuttora, di dare sempre risposte concrete ai cittadini: si tratta di una quota a cui lo Stato rinuncia, ma che in realtà “investe” in servizi e attività a favore dei cittadini affidandosi ad associazioni benemerite e competenti.

Nell’ambito sanitario in cui opera AIL, grazie ai fondi del 5 per mille è possibile rispondere ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie nel percorso complesso della malattia. AIL, con assoluta trasparenza, si fa carico delle necessità, sottraendo allo Stato tale quota di responsabilità.

Una volta ricevuti i fondi, AIL Nazionale li distribuisce alle 81 Sezioni provinciali ed una quota li destina al GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto). Tali risorse permettono il progredire della Ricerca, il finanziamento di 43 servizi di Cure Domiciliari in Italia per quei pazienti che possono essere curati a casa lasciando liberi posti in ospedale, l'ospitalità gratuita nelle Case di Accoglienza realizzate dall’AIL in 36 città per accogliere i pazienti e le famiglie provenienti da città lontane dal centro di cura, il sostegno alle Scuole in Ospedale per garantire ai pazienti in età scolare di proseguire il proprio percorso di studi nonostante la malattia, il supporto a 150 centri di ematologia in tutta Italia con interventi nei day hospital, nei reparti, nelle camere sterili, per garantire standard elevati ed adeguati al tipo di malattie, e molti altri servizi volti alla cura ed alla qualità di vita del malato.

Tutto questo viene realizzato anche grazie ai fondi che provengono dal 5 per mille.

AIL, come tutte le organizzazioni, si aspetta adesso un avanzamento: poter ricevere i nominativi e gli indirizzi dei donatori di reddito per ringraziarli direttamente, per raccontare loro nel dettaglio come vengono utilizzati i fondi generosamente donati, per costruire una relazione che possa durare nel tempo e farli sentire protagonisti di un importante progetto umanitario. Ma al momento sembra una possibilità remota.

E perché no, sperare in un prossimo futuro anche sul 10 per mille, condividendo il pensiero espresso dallo stesso Tremonti in una intervista sul settimanale Vita.

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