Chi sono?

Sono Roberta e sono viva.
Oggi i miei capelli lunghi parlano di speranza e futuro.

Sono una ex paziente e voglio raccontare la mia storia
perché possa essere di supporto a tante persone che ancora
combattono battaglie difficili. Si, perché le battaglie da combattere
sono tante. C’è la principale, quella contro la malattia, poi ci sono
tante piccole battaglie quotidiane, perché bisogna restare motivati,
provare a sconfiggere la fatica, cercare di tenere il morale alto.
Continuare a vivere, insomma.

Cosa ?

Il 6 aprile 2012 è il giorno in cui la mia vita cambia.
La dottoressa mi manda in pronto soccorso a Padova, con una
ricetta rossa: visita ematologica. La prima reazione è
la paura. Chiamo un mio collega e tra singhiozzi e lacrime
gli dico che non voglio morire.

Arrivo in reparto, il medico di turno mi visita, mi spiega che
devono analizzare delle cellule che sembrano impazzite.
Il sospetto è un Linfoma.

L’incubo

20 giorni di attesa, di paure di dubbi e malessere, poi la
risposta: Linfoma non Hodgkin di tipo B. Devo iniziare le cure
con urgenza. Il giorno in cui arrivo in reparto sono
terrorizzata. Fame d'aria e fiato corto.

Ho pensato che la mia vita fosse finita, letteralmente. Non
avevo scelta, mi sono affidata alla scienza e alla medicina ed è
iniziato il mio lungo e difficile percorso: 18 chemio in 12
settimane e poi la radioterapia.
Una terapia aggressiva
perché lo era il mio tumore. Dopo due mesi avevo già perso
tutti i capelli e mi reggevo in piedi a stento.

La speranza

La malattia mi ha fatto scoprire il valore della
solidarietà e dell’umanità.

Non dimenticherò mai l’attenzione dei volontari che mi
hanno fatto sentire a casa mentre ero in ospedale e se
sono qui, se ho potuto godere dei benefici della scienza, lo
devo sicuramente anche all’AIL, un’associazione
che investe sulla ricerca e l’assistenza ai malati.

La vittoria

Ho immaginato tante volte il giorno della vittoria, il giorno in cui mi avrebbero detto: “sei guarita!”; il giorno in cui avrei urlato di gioia e respirato a pieni polmoni. Per me quel giorno è stato il 14 settembre 2012, quando i medici mi hanno comunicato
i risultati degli esami: non c’erano più tracce di malattia.
È il giorno in cui sono nata la seconda volta.

Chi sono oggi?

A 34 anni la mia vita sembrava finita. Oggi invece possono raccontare la mia storia, una bella storia.
Se oggi sono qui lo devo alla ricerca che negli ultimi anni ha fatto grandi progressi.
Le nuove terapie e l’assistenza che l’AIL garantisce ai malati, hanno permesso a persone come me di avere cure più efficaci, con un aumento della prospettiva di vita. È per questo che ora mi impegno a sensibilizzare le persone verso questi gesti di solidarietà. Perché l’AIL possa continuare a sostenere i pazienti e le loro famiglie la mia testimonianza è importante, ma il tuo aiuto è fondamentale.

 

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Roberta è guarita anche grazie al tuo 5xmille.
Roberta ci ha racconto una bella storia. Grazie al tuo contributo possiamo raccontarne tante altre.
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